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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-09-09 ad oggi 2010-09-09 Sintesi (Più sotto trovate gli articoli)

Scandalo Bettencourt, la polizia nella sede del partito di Sarkozy

Perquisizioni a Parigi nell'edificio dell'Ump, nel mirino delle indagini della magistratura

PARIGI - La polizia ha perquisito i locali della sede dell'Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, a Parigi, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti dell'ereditiera L'Oreal, Lilian Bettencourt, ai politici.

PRIMA VOLTA - Si tratta della prima volta che la sede del partito del presidente viene perquisita. L'informazione, confermata da Xavier Bertrand, segretario generale del partito, è stata diffusa dalla rivista "Paris Match".

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Il mio commento sull'argomento di Oggi è :

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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-09-08 ad oggi 2010-09-09

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2010-09-09

IL CASO

Scandalo Bettencourt, la polizia

nella sede del partito di Sarkozy

Perquisizioni a Parigi nell'edificio dell'Ump, nel mirino delle indagini della magistratura

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NOTIZIE CORRELATE

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Scandalo Bettencourt, i protagonisti (6 luglio 2010)

IL CASO

Scandalo Bettencourt, la polizia

nella sede del partito di Sarkozy

Perquisizioni a Parigi nell'edificio dell'Ump, nel mirino delle indagini della magistratura

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy (Epa)

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy (Epa)

PARIGI - La polizia ha perquisito i locali della sede dell'Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, a Parigi, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti dell'ereditiera L'Oreal, Lilian Bettencourt, ai politici.

PRIMA VOLTA - Si tratta della prima volta che la sede del partito del presidente viene perquisita. L'informazione, confermata da Xavier Bertrand, segretario generale del partito, è stata diffusa dalla rivista "Paris Match".

LEGION D'ONORE - Secondo Paris-Match, la perquisizione è legata a uno dei tanti aspetti dello scandalo Bettencourt, la concessione della Legion d'onore a Patrice de Maistre, il gestore della fortuna della miliardaria. Gli inquirenti sospettano che l'onoreficienza possa essere il frutto di pressioni dell'attuale ministro del Lavoro Eric Woerth, più volte citato nell'inchiesta e presunto amico di de Maistre. Per questo, gli agenti stanno cercando la traccia di una lettera spedita nel marzo del 2007 da Woerth, all'epoca tesoriere dell'Ump, a Nicolas Sarkozy, allora ministro dell'Interno e presidente del partito, nella quale si sosteneva la richiesta della Legion d'Onore. L'Ump ha confermato di aver ricevuto la visita del polizia. "Non si tratta di una perquisizione. Alcuni agenti si sono recati nei nostri uffici per richiedere alcune informazioni", ha spiegato una portavoce, senza specificare la natura delle informazioni richieste.

 

09 settembre 2010

 

REPUBBLICA

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2010-09-09

 

 

 

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il SOLE 24 ORE

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2010-09-09

La polizia nella sede del partito di Sarkozy, il caso Bettencourt imbarazza il governo

di Leonardo MartinelliCronologia articolo9 settembre 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 09 settembre 2010 alle ore 15:33.

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PARIGI – Non era mai successo, una première assoluta. Ieri un gruppo di poliziotti, inviati dalla sezione finanziaria della procura di Nanterre, ha effettuato una perquisizione presso la sede nazionale, nel cuore di Parigi, dell'Ump, il partito di Nicolas Sarkozy. La decisione è stata presa nel quadro di una delle inchieste che ruotano intorno a Liliane Bettencourt, l'anziana proprietaria del gruppo L'Oréal. Che avrebbe proceduto a finanziamenti, forse illeciti, a vantaggio della formazione di centro-destra, al potere in Francia. E di Sarkozy in persona.

La notizia è emersa solo oggi, sulla scia di indiscrezioni apparse sul sito della rivista Paris-March, ma è stata subito confermata dai diretti interessati, inquirenti e rappresentanti del partito. Anzi, un portavoce dell'Ump ha cercato subito di sminuire i fatti: "Non si tratta di una perquisizione vera e propria – ha sottolineato -. I poliziotti ci hanno chiesto di venire per chiedere informazioni. Abbiamo deciso di aprire loro le porte". Sta di fatto che gli inquirenti erano alla ricerca di un carteggio fra Eric Woerth, ministro del lavoro e uomo di fiducia del presidente, e Patrice de Maistre, che gestisce il patrimonio della signora Bettencourt, la donna più ricca di Francia. Nel mirino delle forze dell'ordine anche la documentazione relativa alla campagna di Sarkozy alle ultime presidenziali, nel 2007, della quale Woerth era tesoriere, incarico che, per l'intero partito, ha conservato fino alla fine di luglio, persino negli anni in cui è stato alla guida del dicastero del bilancio, dal 2007 fino alla scorso 22 marzo.

Proprio Woerth avrebbe insistito presso Sarkozy perché venisse accordata la legion d'onore (la più alta onoreficienza della repubblica francese) a de Maistre, nei primi mesi di quel famoso 2007. In parallelo de Maistre avrebbe fatto firmare alla Bettencourt assegni a favore di Woerth e di Sarkozy, come confermato da una ex collaboratrice dell'uomo, che lavora costantemente accanto alla proprietaria di L'Oréal. Pagamenti di questo tipo sarebbero dimostrati pure grazie a intercettazioni effettuate all'insaputa di de Maistre e della Bettencourt da parte dell'ex maggiordomo della signora. La situazione è resa ancora più complessa (e imbarazzante) dal fatto che, pochi mesi dopo che de Maistre aveva ricevuto la legion d'onore (il 14 luglio 2007), lo stesso assunse la moglie di Woerth, Florence, per aiutarlo nella gestione dell'ingente patrimonio della proprietaria di L'Oréal. Fra le altre cose, si è proceduto a inviare fondi su conti esteri, proprio mentre Woerth, ministro del bilancio, faceva della lotta all'evasione e ai paradisi fiscali il suo cavallo di battaglia. In questi giorni, completamente screditato, Woerth si ritrova, in qualità di ministro del lavoro, a difendere in parlamento e di fronte ai sindacati la riforma delle pensioni, voluta da Nicolas Sarkozy. Ennesimo problema (non il solo apparentemente) per il presidente.

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L'affaire Bettencourt arriva a Sarkozy

Attilio GeroniCronologia articolo07 luglio 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 07 luglio 2010 alle ore 08:34.

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PARIGI. Dal nostro corrispondente

È un tale stillicidio che ogni goccia provoca un effetto valanga. Da ieri l'affaire Bettencourt-Woerth chiama direttamente in causa l'Eliseo dopo le ennesime rivelazioni bomba di Mediapart, il sito d'informazione che si sta dedicando anima e corpo a seguire uno degli scandali più intricati degli ultimi anni.

Intervistando un'ex contabile della solita famiglia Bettencourt, Claire T., Mediapart ha rivelato la possibile esistenza di fondi neri dell'Ump per finanziare la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy nella primavera del 2007. Si tratterebbe, ha detto l'intervistata, di 150mila euro in contanti, in busta chiusa, consegnati al tesoriere del partito, guarda caso Eric Woerth, oggi ministro del Lavoro e fino a qualche mese fa ministro del Bilancio e in quanto tale responsabile del fisco. Sulla sua testa, dunque, un'altra tegola, dopo che precedenti rivelazioni, sempre by Mediapart, avevano messo in luce il ruolo della moglie, Florence, come gestore patrimoniale di Liliane Bettencourt, azionista di riferimento del colosso mondiale della cosmesi, L'Oréal.

In realtà nei confronti del membro del governo, tuttora tesoriere dell'Ump, le notizie imbarazzanti sono ormai una lunga catena, compreso il rimborso di 30 milioni di euro di cui avrebbe beneficiato Madame Bettencourt grazie allo scudo fiscale e nonostante si fosse dimenticata di dichiarare due conti in Svizzera da 80 milioni di euro e la proprietà di un'isola alle Seychelles. Nonostante tutto ciò e nonostante altre indiscrezioni che hanno indicato frequenti andirivieni della moglie tra la Francia e la Svizzera, Woerth non ha finora voluto riconoscere il conflitto d'interessi che incombe sull'intera vicenda e che comincia a essergli rimproverato (o suggerito) da alcuni compagni di partito.

Ieri ha reagito stizzito all'ennesimo scoop di Mediapart: "Le mie dimissioni restano fuori questione. Non ho nulla di cui rimproverarmi. Con me il partito non ha ricevuto un centesimo di euro illegalmente". La legge sui finanziamenti ai partiti consente donazioni per un massimo di 7.500 euro all'anno, che si riducono a 4.600 euro per un singolo candidato. Claire T. ha parlato di pratiche un po' diverse, insistendo sul fatto che lo stesso Sarkozy, già quando era sindaco di Neuilly, comune in cui risiede la miliardaria assieme ad altri grandi patron di Francia, era un habitué di casa Bettencourt. Anche lui, secondo l'intervistata che ricorda conversazioni a voce alta sull'argomento poiché M.me Liliane già allora era un po' sorda, sarebbe stato destinatario di buste in contanti. Da più parti si aspettava già ieri una reazione dell'Eliseo e fonti del partito di maggioranza ritengono che presto il presidente interverrà pubblicamente sull'argomento. In trasferta, Sarkozy ha fatto parlare alcuni suoi collaboratori che hanno definito le rivelazioni "completamente false e il cui scopo è solo quello di calunniare senza aver alcun riscontro nella realtà". Claire T. ha però sostenuto nell'intervista a Mediapart che le sue dichiarazioni possono essere facilmente verificate controllando i quaderni contabili da lei consegnati nel 2008 a un consulente di Liliane Bettencourt.

Tirato nuovamente in ballo dalle rivelazioni, il direttore della società di gestione patrimoniale della miliardaria, Patrice de Maistre, le ha definite "completamente false e prive di fondamento".

Le vicenda ha già destabilizzato non poco il governo, nonostante le ripetute manifestazioni di solidarietà nei confronti di Woerth (ieri il premier Fillon ha parlato di "caccia all'uomo") e nel fine settimana, anche con l'intento di placare l'opinione pubblica, due ministri si sono dimessi: Alain Joyandet, segretario di stato alla Francofonia e alla Cooperazione, sospettato di abuso edilizio, e Christian Blanc, potentissimo responsabile del progetto sarkozyano della Grande Parigi. Resiste, e c'è sempre da chiedersi fino a quando, il soldato Woerth, portatore della riforma più importante del quinquennato, quella delle pensioni. È la sola ragione, si sostiene negli ambienti politici parigini, per la quale non è stato ancora sacrificato. Ma adesso che lo scandalo sfiora l'Eliseo, l'affaire Bettencourt-Woerth è diventato molto più di un tormentone estivo destinato a passare come la calura, pardon, la canicole.

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L'ALTRO SCANDALO

Sigari e aerei, le spese pazze dei due sottosegretari

Il 4 luglio, dopo lo scandalo spese-pazze sollevato dalla stampa, si sono dimessi il sottosegretario per la Cooperazione, Alain Joyandet, e il sottosegretario con delega per il progetto Grande Parigi, Christian Blanc. A marzo Joyandet era finito nella bufera per aver speso 116.500 euro per noleggiare un jet privato che lo portasse nella Martinica per una riunione sul terremoto a Haiti. Sono poi arrivate le accuse di aver tentato di ampliare la sua villa a Saint Tropez grazie a un permesso illegale. Blanc (nella foto sopra) è finito nei guai il mese scorso, quando si è scoperto che il suo gabinetto aveva speso 12.500 euro dei contribuenti per l'acquisto di sigari

L'ESCALATION

Tre settimane di rivelazioni

Il 16 giugno il sito Mediapart pubblica estratti delle registrazioni pirata realizzate tra maggio 2009 e maggio 2010 dal maggiordomo di Liliane Bettencourt, ereditiera dell'Oreal, da cui emergono frodi fiscali, donazioni a membri del partito di maggioranza (l'Ump) e legami tra la miliardaria, Eric Woerth, ministro del Lavoro ed ex ministro del Bilancio, e la moglie Florence, che dal 2007 lavora per Clymène, la società che gestisce la fortuna della Bettencourt

La signora Woerth nel mirino

Il 21 giugno Woerth annuncia che la moglie si dimetterà da Clymène; quindi afferma che né lui né sua moglie erano "al corrente di frodi o evasione fiscale" e nega di aver bloccato un'indagine del fisco nei confronti di Bettencourt o dell'Oreal. Il ministro esclude le dimissioni e riceve il sostegno del primo ministro François Fillon

Il 25 giugno il procuratore di Nanterre afferma di aver messo a disposizione delle autorità fiscali un dossier su possibili frodi da parte della Bettencourt

Il 26 giugno l'Eliseo dichiara che "il presidente della repubblica non ha nulla da rimproverare a Eric Woerth"; poi Sarkozy afferma di non avere alcuna intenzione di chiedere al ministro del Lavoro di dimettersi dall'incarico di tesoriere dell'Ump

L'ultima accusa

Il 6 luglio un'ex contabile della Bettencourt afferma che Woerth ha ricevuto, in qualità di tesoriere dell'Ump, 150mila euro in contanti per finanziare la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy, nella primavera del 2007. Lo staff di SArkozy e il gabinetto di Woerth negano, il ministro ribadisce di non avere intenzione di dimettersi

 

 

 

Inchiesta sui fondi neri a Sarkozy

Cronologia articolo08 luglio 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 08 luglio 2010 alle ore 08:48.

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PARIGI. - Dall'affaire Bettencourt, ormai diventato affaire Bettencourt-Woerth-Sarkozy, si è aperto ieri un nuovo filone giudiziario. La procura di Nanterre ha infatti deciso di aprire un'inchiesta preliminare sulle dichiarazioni rese dall'ex contabile di Liliane Bettencourt, Claire Thibout, secondo la quale nel 2007 150mila euro in contanti sarebbero stati consegnati da Patrice de Maistre, gestore patrimoniale e braccio destro della donna più ricca di Francia, al tesoriere dell'Ump Eric Woerth per finanziare la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy.

 

Queste rivelazioni, pubblicate martedì dal sito d'informazione Mediapart, hanno fatto prendere alla vicenda, finora concentrata su presunta evasione fiscale e conflitto d'interessi, tutt'altra piega. È il capo di stato ad essere chiamato direttamente in causa come destinatario di presunti fondi neri. La legge francese sul finanziamento ai partiti stabilisce un versamento massimo annuo di 7.500 euro che per il singolo candidato si riducono a 4.600. La testimonianza della contabile riferisce di prelievi in contanti eseguiti direttamente da lei su indicazione della Bettencourt, operazioni di cui ieri gli inquirenti sembrano aver trovato un primo riscontro: 50mila euro prelevati direttamente dal conto dell'ereditiera dell'impero L'Oréal in un'agenzia Bnp Paribas sull'avenue de la Grande Armée. Resta tutto da stabilire il legame tra questo prelievo e l'eventuale passaggio nelle mani del tesoriere Ump, che ieri ha sporto querela contro ignoti, e il personaggio chiave diventa a questo punto l'ex contabile. Solo che ieri Claire Thibout, secondo fonti giornalistiche, sembrava aver fatto perdere completamente le proprie tracce.

Quanto al capo di stato, secondo fonti dell'Eliseo dovrebbe esprimersi sull'argomento il 13 luglio. C'è molta attesa su quello che potrà dire e fare Nicolas Sarkozy, finora piuttosto defilato sull'intera vicenda che sembrava toccare unicamente il suo ministro. La difesa a oltranza di Eric Woerth veniva motivata negli ambienti politici dal fatto che l'ex ministro del Bilancio gestisce oggi al Lavoro il dossier più importante del quinquennio presidenziale, la riforma delle pensioni. Domani si saprà qualcosa in più sul destino di Woerth poiché l'ispezione generale delle finanze rimetterà all'Eliseo un rapporto sull'attività del ministro quando era titolare del Bilancio e in quanto tale responsabile del fisco. Precedenti rivelazioni di Mediapart avevano insinuato un trattamento di favore nei confronti di Liliane Bettencourt, sospettata già dalla procura di Nanterre di irregolarità fiscali. In realtà si è poi scoperto che tali irregolarità esistevano sotto forma di conti non dichiarati in Svizzera per un valore di circa 80 milioni di euro e un'isola di proprietà alla Seychelles. Il ministro sapeva e ha fatto finta di nulla? Al momento non vi sono prove di laissez faire, ma il successore di Woerth al Bilancio, il ministro François Baroni, ha voluto vederci chiaro e sgomberare il campo da qualsiasi dubbio. Lo stesso Sarkozy ieri si è dichiarato fiducioso sull'esito dell'ispezione generale delle Finanze, ma ha detto con chiarezza che nel caso emergessero irregolarità, allora Woerth sarebbe senza dubbio sanzionato.

In attesa dei chiarimenti, a tutti livelli da parte della magistratura, resta il dato di fatto di un governo estremamente debole e screditato. La tempistica del rimpasto preannunciato da Sarkozy per ottobre (sono tra l'altro sempre più insistenti le voci di un'imminente uscita dal governo del ministro degli Esteri, Bernard Kouchner) potrebbe conoscere un'improvvisa accelerazione, ma tutto dipenderà dalla capacità di resistenza del soldato Woerth e dalla disponibilità dei suoi superiori a difenderlo.

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Il ministro Woerth interrogato per l'affaire Bettencourt nega tutte le accuse

di Leonardo MartinelliCronologia articolo29 luglio 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2010 alle ore 13:30.

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PARIGI – Quando la bufera era scoppiata, sulla scia delle registrazioni clandestine realizzate dal maggiordomo (ormai ex) di Liliane Bettencourt, la donna più ricca di Francia, Eric Woerth, ministro del Lavoro, chiamato in causa a più riprese da quelle rivelazioni, si era detto "impaziente di potermi spiegare". Ebbene, oggi ne ha avuto ampiamente la possibilità. È stato interrogato per più di sette ore nella sede del suo dicastero da un gruppo di poliziotti, che stanno indagando sull'affaire.

"Se l'interrogatorio è durato così tanto – ha sottolineato Jean-Yves Leborgne, avvocato di Woerth – è perché il ministro ha voluto fornire agli inquirenti tutte le informazioni necessarie". Su Woerth pesano sospetti di compromettenti conflitti d'interesse. Quando era responsabile del Bilancio (e la guerra ai paradisi fiscali era la sua fissazione), avrebbe insistito perché la moglie, Florence Woerth, venisse assunta dalla società che gestisce il patrimonio dell'anziana miliardaria. E soprattutto avrebbe chiuso un occhio sulle frodi fiscali commesse. Ancora oggi la Bettencourt detiene illegalmente ingenti capitali in conti svizzeri ed è proprietaria di un'isola delle Seychelles, di cui finora si dichiarava affittuaria.

"In nessun momento Eric Woerth ha fatto pressione per l'assunzione della moglie", ha dichiarato il suo avvocato dopo l'interrogatorio, terminato poco dopo le 16. Nei giorni scorsi, però, lo stesso Patrice de Maistre, alla guida di Clymène, la società che aministra il patrimonio della Bettencourt (che a sua volta controlla il gruppo di cosmetici L'Oréal), aveva dichiarato che nel dicembre 2007 il ministro gli aveva "sottoposto l'idea" di incontrare la moglie "per fare il punto sulla sua carriera". Subito dopo Florence Woerth era diventata dipendente di Clymène. Ma ancora più spinose sono altre questioni sulle quali Woerth ha dovuto rispondere alle domande della polizia: le accuse di finanziamenti occulti all'Ump, il suo partito e lo stesso di Nicolas Sarkozy, effettuati dalla Bettencourt. Bisogna tenere conto che fino a pochi giorni fa (e anche quando era ministro del Bilancio) proprio Woerth era tesoriere del'Ump e lo è stato pure della campagna vittoriosa condotta da Sarkozy alle ultime presidenziali. Ma secondo Leborgne "questi finanziamenti sono stati resi disponibili nel rispetto della legge". Sta di fatto che le registrazioni dell'ex maggiordomo della signora forniscono una serie di "perle" a latere, come le affermazioni di de Maistre, che confessa alla signora Bettencourt la necessità di licenziare Florence Woerth, personaggio ormai troppo "ingombrante" rispetto ai media. In che modo? Sganciando un po' di soldi al marito. Il maggiordomo ha effettuato le intercettazioni per un anno fino allo scorso maggio, perché stanco di vedere all'azione una serie di avvoltoi intorno alla signora, compreso François-Marie Banier, fotografo dandy, amico di Liliane e accusato di spennarla. Un processo contro Banier, promosso dalla figlia della Bettencourt, Françoise, è già in corso.

 

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